Hairless Heart
20 Dec 2007 In un tiepido ottobre, nella bolgia isiota, una tenue luce celeste divampa tra le aule del convento S. Chiara, ammaliando come una brezza soave l'animo di ogni studente e professore. Ogni fessura della stanza viene sigillata come uno scrigno e in quel buio, un leggero suono, quasi silenzioso coglie gli spettatori e nell'azzurro muro prendono forma disegni ed emozioni.
Vi sono conoscenze nella vita che hanno il loro peso in ogni individuo...
Tralasciando le cazzate alla Teddy che ho scritto fino adesso, lascio la parola al maestro-amico Gabriele Protopapa che introdurrà la sua tesi isiota. Quel 6 di ottobre è stato un giorno molto importante per me e per una persona a me cara. Ora finalmente ho la possibilità di mostrare il suo lavoro: Hairless Heart.
Hairless Heart è in realtà una non-storia; non segue un percorso narrativo, come pure non ne ha le usuali qualità visive. Il punto di partenza è un capolavoro di fondamentalismo ermetico quale è il celebre album dei Genesis "The lamb lies down on Broadway". Cercarne di descrivere in poche parole il contenuto è a dir poco impossibile, quindi mi limiterò a dire che in esso Peter Gabriel ha concentrato la sua arte visionaria per dare vita ad una immensa macchina allegorica difficilmente suscettibile di interpretazioni univoche. Proprio per questo più che cercare un presunto messaggio nascosto mi sono limitato a dare nuova forma all'apparato simbolico dell'opera.
Mmmh...detto così suona bene! Ma sono solo disegnini.
Proto
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